Quale sarà il futuro delle penalità nelle corse ad ostacoli?

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Continuano le dirette Instagram da parte di Mauro Leoni, presidente in carica della Federazione Italiana OCR, con colleghi illustri delle organizzazioni OCR internazionali.

Questa volta tocca a Stefan Biedermann, vice-presidente della OCRA Germany (Associazione OCR Germania).
Ci si è confrontati con la situazione degli atleti in Germania ed in Italia. Si è parlato di allenamento a casa, e di soluzioni temporanee, in questo periodo di forzata chiusura delle attività.

La parte che più stimolante, di tutta la chiacchierata, risulta essere quella finale. Infatti alla domanda di Stefan “che metodo di penalità si userà agli Europei?“, Mauro Leoni ha risposto in un modo molto articolato (“politica“, è stata la definizione usata da lui stesso durante l’intervista). Ha infatti fornito quella che potremmo definire – a nostro modesto avviso – la visione di FISO (Federazione internzazionel Sport ad Ostacoli) e World OCR sulle corse ad ostacoli. Le penalità da applicare agli ostacoli ed il numero di braccialetti sono – secondo questa visione – una conseguenza coerente di quello a cui vogliamo arrivare durante le competizioni.

Lo scopo dell’OCR secondo FISO dovrebbe essere quello di favorire gli atleti veloci e precisi sugli ostacoli, quindi di avvantaggiare la tecnica. Un ostacolo dovrebbe essere fattibile da tutti, anche da neofiti. La differenza sta nel fatto che che i più bravi riescono a passarlo rapidamente. Invece, gli atleti meno in forma oppure quelli che lo affrontano con uno spirito meno competitivo, lo possono eseguire magari con meno tecnica e più cautela (ma comunque lo possono superare). Mauro ha portato l’esempio dello slalom negli sci. Tutti possono affrontare (o devono potere affrontare) uno slalom. Ovviamente gli atleti più forti lo affrontano in un certo modo, mentre quelli meno esperti lo possono fare prendendosi il loro tempo.

A fronte di questo concetto, di questa visione, gli ostacoli potrebbero essere un po’ diversi da come li vediamo ora. Non rig imponenti e lunghi, non ostacoli di difficile esecuzione, ma ostacoli più brevi che rendano il momento impegnativo, ma non assurdamente tecnico.

Ecco quindi come potrebbe cambiare la penalità: l’ostacolo potrebbe diventare a tentativi limitati (uno? due? tre? Su questo punto Mauro non ha fornito un dato chiaro: tutti questi pensieri sono ipotesi sul tavolo di discussione degli organismi decisionali), ed il taglio del braccialetto risulta quindi una evidenza della penalità, non la penalità stessa. Tale penalità verrebbe scontata alla fine della corsa, prima dell’arrivo, sotto forma di circuito, di cui devono essere ancora valutate le modalità (un tratto di corsa? un trasporto?).

Ci prendiamo la libertà di esprimere delle considerazioni del tutto personali. Puntualizzazioni che non sono state espresse nel video:
– verrebbe stilata una classifica a tempo, non a penalità. Chi va forte nella corsa rispetto a chi va forte nel superamento degli ostacoli potrebbe essere favorito? Questo format ci ricorda qualcosa?
– gli organizzatori sarebbero molto avvantaggiati, perchè non ci sarebbe un investimento esagerato in termini di “corsie ostacoli” . Il che significa che potremmo avere corse “più ricche” di ostacoli
– il controllo degli ostacoli, da parte dei giudici, sarebbe facilitato, dato che ci sarebbero uno o due tentativi. I furbetti sarebbero in difficoltà!

Come ribadito chiaramente in fase di diretta, sono tutte ipotesi. Fa piacere notare come tutte queste situazioni (interviste e chiacchierate tra responsabili) siano occasioni per condividere lo sviluppo di questa disciplina, rendendo la direzione delle gare (a tutti i livelli) a contatto con gli atleti.