Allenare la mente a superare il primo ostacolo: la fatica

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Meccanismi da allenare per prepararsi alla gara

Andrea Palmiero è un atleta ed un personal trainer. E’ specializzato in HIIT (High Intensity Interval Training), propone sessioni di Military Workout, ed ha scritto un lungo articolo sul perchè durante gli allenamenti è buona pratica allenarsi alla fatica. Lo riportiamo, in versione ridotta, fornendo i link per andare a leggerlo integralmente

La Fatica nelle OCR

Ci alleniamo per raggiungere mete, semplicemente per stare bene, oppure per mille altri motivi. Correre, saltare, arrampicarsi, sollevare carichi, nuotare, queste azioni hanno un fattore in comune: la fatica

Questi elementi elencati si possono ritrovare tutti insieme in una sola discipilina sportiva, dove sono richieste diverse abilità: si tratta ovviamente delle gare O.C.R. Obstacle Course Race.

Le O.C.R. sono una vera sfida con se stessi, per constatare sul campo il proprio livello di forma, un test impervio e un punto di riferimento per fare sempre meglio, una realtà che alimenta sempre più il desiderio di scoprire e perfezionarsi.

Quando ci alleniamo, il nostro organismo ha bisogno di energia per trasformare l’intenzione del gesto nel movimento biomeccanico richiesto. Per farlo, attinge a diversi sistemi energetici: Anaerobico Alattacido, Anaerobico Lattacido, Aerobico.

Questo accade per dettagliate reazioni chimiche. Il deviatore che decide i sistemi energetici in base al lavoro affrontato è davvero tanto sensibile: transitare da un sistema energetico all’altro è questione di una frazione di secondi, assolutamente impercettibile.

Ecco che durante le OCR, per la natura dello sport, l’atleta si ritrova ad attingere inevitabilmente dai tre sistemi energetici in questione; la corsa e i dislivelli della conformazione del terreno, gli ostacoli fissi e gli ostacoli dinamici (per esempio trasporto del carico) e poi nuovamente la corsa, ed ecco che si concretizza la deviazione dei tre sistemi energetici.

I sistemi energetici hanno un fattore familiare importante: la fatica.

Allenare la fatica

La fatica si allena, si affronta, non perdendo mai di visita alcuni dati importanti, come la frequenza cardiaca FcMax e il Vo2max.

Allenarsi in base a questi elementi dovrebbe essere pane quotidiano, anche per capire la nostra solita soglia. Se l’obiettivo è migliorare e sfruttare al massimo le nostre riserve energetiche, allora bisogna allenarsi anche nella consapevolezza del sistema energetico dal quale attingere.

Se riuscissimo ad entrare con i dovuti tempi in questa logica allora potremmo iniziare a lavorare ottimizzando e massimizzando le scorte energetiche; così facendo possiamo inoltre imparare a superare il primo ostacolo delle gare, ovvero la fatica!

Correre per tanti Km, eseguire sessioni di allenamento funzionale ad alta intesità (HIIT, Crossfit, Crosstraining), allenamento in sospensione (Monkey Bar, Ancoraggi vari, Battle Rope) trovano nella fatica il dato in comune. Infatti al termine del workout saremo più o meno soddisfatti, ma è la medesima sensazione che deve farci comprendere quanto sia il caso di andare oltre quella soglia o limitarsi per evitare di esagerare e cadere in infortunio.

E’ quindi di diritto una “Fatica Allenante”, perché anche quest’ultima si allena. E’ prevalentemente un lavoro di testa, è il primo ostacolo da superare ancora prima di presentarsi in gara, ma potrebbe diventare il nostro alleato e la chiave per risolvere tanti piccoli nodi e renderci più preformanti e efficienti.

Allenare la fatica nel tempo ci permette di ottenere il meglio lavorando per esempio al 75% delle nostre reali potenzialità evitando quindi ad ogni allenamento o competizione di strizzarsi al massimo e cadere inevitabilmente nella trappola dell’infortunio.

Se avete trovato questo articolo interessante, vi consigliamo di leggere l’originale. Trovate la pubblicazione originale qui.

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